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Melanoma e tumori della pelle: quando fare il controllo dei nei?

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Il controllo dei nei è uno degli strumenti più efficaci per prevenire il melanoma, il più pericoloso tra i tumori della pelle. Eppure, spesso viene sottovalutato o rimandato, nonostante sia un semplice esame dermatologico che può letteralmente salvare la vita.

Cosa sono i nei?

I nei – o nevi – sono formazioni pigmentate della pelle o delle mucose, causate da un accumulo anomalo di melanociti, le cellule responsabili della produzione di melanina, il pigmento che dà colore alla pelle. Possono essere presenti sin dalla nascita (congeniti) o comparire nei primi decenni di vita, generalmente entro i 40 anni. Hanno forma rotondeggiante o ovale, possono essere piani o in rilievo, e variano per dimensione e colore: dal rosa al marrone scuro.

Nella maggior parte dei casi, si tratta di lesioni benigne. Tuttavia, in alcune situazioni, i nei possono trasformarsi e degenerare in melanoma, una forma di tumore cutaneo aggressivo. Ecco perché è essenziale imparare a conoscerli, osservarli regolarmente e farli controllare da un dermatologo.

Melanoma: il rischio non è solo nei nei

Solo circa il 30% dei melanomi origina da un neo preesistente. Il restante 70% compare ex novo, ovvero su una zona della pelle dove prima non c’era nulla. Questo dato evidenzia quanto sia importante non solo monitorare i nei già presenti, ma anche essere consapevoli di nuove lesioni cutanee.

Spesso nelle fasi iniziali la differenza tra un neo e un melanoma è difficile da notare a occhio nudo. Tuttavia, un dermatologo può riconoscere precocemente i segnali sospetti attraverso una visita specialistica, anche prima che la lesione diventi evidente.

Fattori di rischio: chi è più esposto

Chiunque può sviluppare un melanoma, ma esistono fattori che aumentano il rischio:

  • Avere oltre 50 nei, soprattutto se alcuni sono atipici o irregolari.

  • Pelle, occhi e capelli chiari, con tendenza a scottature solari.

  • Familiarità con casi di melanoma o altri tumori cutanei.

  • Esposizione intensa al sole, in particolare durante l’infanzia o l’adolescenza.

  • Uso frequente di lampade abbronzanti (UV).

È importante sottolineare che alcuni di questi fattori sono modificabili: possiamo ridurre l’esposizione ai raggi UV, applicare una protezione solare adeguata (SPF 50+), e coprire la pelle durante le ore più calde con abiti leggeri, cappelli e occhiali da sole.

Quando controllare i nei: il metodo ABCDE

Per monitorare i propri nei tra una visita e l’altra, si può utilizzare il metodo ABCDE, una regola mnemonica utile per identificare lesioni sospette:

  • A come Asimmetria: un neo non è simmetrico in forma o sviluppo.

  • B come Bordi: irregolari, frastagliati o sfumati.

  • C come Colore: presenza di più tonalità (marrone, nero, rosso, blu, bianco).

  • D come Diametro: superiore ai 6 mm o in rapida crescita.

  • E come Evoluzione: qualsiasi cambiamento nel tempo (forma, colore, superficie).

Se noti uno o più di questi segni, non aspettare il prossimo controllo programmato: rivolgiti subito a un dermatologo.

Visita dermatologica: come si svolge e ogni quanto farla

Ogni adulto dovrebbe sottoporsi a un controllo dermatologico dei nei almeno una volta all’anno. Per le persone a rischio elevato – ad esempio chi ha una storia familiare di melanoma o un numero elevato di nei – il dermatologo può consigliare visite più frequenti e un monitoraggio più stretto.

Durante la visita, lo specialista utilizza un dermatoscopio, uno strumento non invasivo che permette di osservare la struttura interna del neo in modo dettagliato. Questo consente di distinguere con grande precisione tra una lesione benigna e una sospetta.

Se necessario, si può procedere con una mappatura dei nei, un esame che fotografa e registra digitalmente tutti i nei del corpo, permettendo di confrontare nel tempo le immagini archiviate. Questo tipo di monitoraggio è particolarmente utile per identificare in modo precoce eventuali modifiche, anche minime, non visibili a occhio nudo.

E se un neo si rompe?

Capita che un neo venga traumatizzato, per esempio a causa di sfregamenti con gli abiti o piccoli incidenti domestici. In questi casi, è bene non farsi prendere dal panico: un neo rotto non è necessariamente più pericoloso di uno integro. Tuttavia, è fondamentale farlo controllare da un dermatologo, che potrà valutare se il trauma ha alterato la struttura del neo rendendolo difficile da interpretare. Potrebbe essere necessario applicare una crema antibiotica prima della valutazione.

Perché il controllo dei nei è un investimento sulla propria salute

Prevenire è sempre meglio che curare, e nel caso del melanoma questa affermazione è più vera che mai. Diagnosticare un melanoma in fase iniziale permette nella maggior parte dei casi una rimozione completa e risolutiva, con un semplice intervento ambulatoriale in anestesia locale.

Al contrario, quando il melanoma viene individuato in uno stadio avanzato, le possibilità di cura si riducono drasticamente, e possono comparire metastasi e complicazioni anche gravi. Per questo motivo, il controllo regolare dei nei deve diventare un’abitudine consapevole e non un appuntamento da rimandare.

 


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